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Monumento in pietra e bronzo: “Contro ogni violenza” – Piazza Walter Rossi, Roma.

Nell’estate del 1978 lo scultore Giuseppe Rogolino iniziò la lavorazione del monumento in memoria di Walter Rossi commissionatogli dagli amici del giovane ucciso. Cinque metri cubi di pietra (peperino di Marino) e otto mani in bronzo dorato. Il blocco è stato lavorato direttamente nelle cave di Marino mentre la mani sono state fuse nella Fonderia Flaminia di Roma. Questa scultura intitolata “Omeopatia della violenza” è nata in un periodo storico ricco di tensioni, i famosi anni di piombo. L’opera si divide in due parti fondamentali. Quella raccontata nella pietra rappresenta la cieca violenza; una figura scimmiesca trattenuta da un’enorme mano fusa ad altri elementi antropomorfi racchiusi in una forma ovoidale, che precipita al suolo come un relitto celeste proveniente da un mondo lontano. Le mani in bronzo anatomicamente perfette sono invece la metafora della parte buona dell’uomo che cerca di fronteggiare quella stessa violenza. E’ la sintesi dall’antica lotta tra il bene e il male, nella cui scia spesso cadono molte giovani vittime come Walter Rossi.

Il monumento ha subito due restauri effettuati dallo stesso artista, su commisione del Comune di Roma, resi necessari per il furto di alcune mani in bronzo.

Primo restauro

 

 

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